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VeriAmici |
| NAVIGAZIONE | I bambini nella strada | CONSIGLI |
Le innumerevoli problematiche nel centro storico genovese e i suoi molteplici disagi, rappresentano la realtà di vita dei suoi abitanti ma diventando l’espressione dello stato di sofferenza di chi vive nel suo interno, suo malgrado: bambini, adolescenti, giovani, ecc.. E’ triste vedere come per molti adolescenti e bambini (figli di famiglie inesistenti dove spesso i genitori sono in carcere, impegnati nella prostituzione o in altre attività criminali) sia normale vivere in queste zone anguste, giocare a palla in mezzo ai topi, agli escrementi e alla spazzatura sparsa un po’ ovunque. Se pensiamo a Genova soltanto come la città che ha ospitato i G8 (e quindi, con un apparente prestigio) avremo un quadro ben lontano dalla realtà nella quale essa si trova con i suoi abitanti, specialmente nel suo centro storico degradato! I bambini e i ragazzi vivono e convivono con questa realtà alla quale sono oramai avvezzi. Il vicolo echeggia delle loro urla, dei loro schiamazzi e delle loro zuffe; corrono frenetici inseguendo qualcosa, senza sapere cosa, ma non guardando in faccia nessuno; sembra che conoscano già tutto quello che c'è di peggiore della vita e non solo per sentito dire. Le loro case non sono luoghi accoglienti, i genitori non ci sono (o ce ne sono troppi), perché spesso sono nel vicolo a spacciare o ad arrangiarsi in altro modo, mentre la strada invece è lì, pronta ad accoglierli. La strada rappresenta oramai il prolungamento della loro casa.I bambini così crescono in fretta: a quattro anni girano già da soli per il caruggio, a sette sono autonomi: escono da scuola il primo pomeriggio e rimangono il resto della giornata fuori casa a vagabondare; giocano a calcio in mezzo alla spazzatura, alle siringhe, nel via vai incessante di gente frettolosa, si riuniscono in piccole bande guidate da un capetto. Il pasto di mezzogiorno, consumato a scuola per i bambini dell'elementare, è per parecchi di loro l'unico della giornata. Si arrangiano poi rubacchiando nei negozi o spendendo i pochi spiccioli che hanno in tasca in patatine e caramelle. I ragazzi sono aggressivi tra di loro, addirittura feroci con chi non appartiene alla loro banda. Quasi tutti hanno un carico di tensioni, ferite, paure e segreti che sono veramente un peso sproporzionato rispetto alle loro giovani vite. Nell'età della preadolescenza, l'autonomia che in genere si inizia ad acquisire, è diventata per loro abitudine, noia ed essi cercano qualcosa di trasgressivo che procuri brivido. Facilmente il disagio vissuto da questi ragazzi (a volte inconsapevolmente) cede il posto alla devianza, e questa alla delinquenza. Cosa fanno i VeriAmici per i bambiniFin dall’apertura del nostro centro in via Pré, abbiamo instaurato un buon rapporto con i bambini, ed è emersa la necessità di offrire loro degli esempi di vita sani, concreti e quotidiani in alternativa all’alto degrado fisico, morale e spirituale in cui sono abituati a vivere. La maggior parte di loro proviene, infatti, da famiglie coinvolte in varie forme di criminalità, dipendenza e povertà. La nostra visione è quella descritta in Geremia 31:29 «In quei giorni non si dirà più: "I padri hanno mangiato uva acerba e i denti dei figli si sono allegati". Siamo convinti che tra i bambini che vivono nel centro storico genovese ci sono dei futuri credenti, molti dei quali avranno dei ministeri strategici. Crediamo, infatti, che il Signore non ci chiami soltanto a difendere, prevenire e proteggere il futuro di questi bambini, ma a formare tra di loro dei futuri pastori, evangelisti, professionisti, ecc. E’ per questo che ormai da diverso tempo il Signore ci sta in varie forme stimolando ad organizzarci per poter compiere con la maggior efficacia possibile questo lavoro così delicato. A questo proposito è importante dire che i collaboratori in questo specifico ministerio sono impegnati anche in un’attività di addestramento e formazione personale periodica finalizzata al lavoro per i bambini. Attualmente il locale di via Prè ospita contemporaneamente numerosi bambini, di nazioni ed età diverse, solo tre pomeriggi alla settimana. Vari credenti, volontari, coinvolgono i bambini in attività ludiche, spirituali e creative (come collage, disegno, cartonaggio etc.). Spesso queste attività sono l’apporto visivo ed operativo degli insegnamenti biblici che diamo loro. Raccontiamo infatti delle storie tratte dalla Bibbia soffermandoci sul carattere e l’amore di Gesù e sulla necessità per ognuno di noi di accettarlo come personale Signore. Facciamo, inoltre giochi di movimento ed abilità. Cerchiamo di instaurare con loro un rapporto d’affetto e di amicizia. I vari collaboratori e le relative famiglie hanno inoltre cominciato a invitare a casa i bambini durante i weekend per poter comunicare anche in questa maniera l’amore vero e disinteressato che provano per loro. I bambini stessi, infatti, riescono con difficoltà a comprendere l’interesse di qualcuno nei loro confronti che non sfoci in sfruttamento o inganno. Le esperienze fatte in questi weekend sono state molto belle, sia per i bambini che per i collaboratori che li hanno ospitati. L’aspetto triste riappare quando vengono ricondotti alle loro famiglie, la maggior parte delle quali vivono in condizioni di degrado abitativo, economico, igienico, morale e spirituale. |
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