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NAVIGAZIONE Genova: esempio di un quartiere 'ghetto' nel centro storico CONSIGLI

Il centro storico di Genova, un tempo importante per le numerose attività economiche – artigianali e per la vicinanza al porto e ai suoi commerci; con l’espansione della città al di fuori delle mura iniziò a subire una graduale trasformazione negativa.

Le attività che davano ricchezza e prestigio si trasferirono altrove. Iniziò il decremento demografico e con esso il degrado urbano e la carenza di servizi. Attualmente il centro storico Genovese, considerato impropriamente il più esteso d’Europa, si distingue in effetti per la più alta concentrazione edilizia.

La mancanza di interventi di recupero, che rendono la zona fatiscente e la popolazione eterogenea che vive ai margini della società ne sono due componenti inscindibili.

Palazzi secolari, altissimi e pericolanti, accostati l’uno all’altro non permettono al sole di entrare nei quaranta chilometri di stretti vicoli, chiamati ‘carruggi’. La rete fognaria e l’approvvigionamento idrico insufficiente, l’inosservanza delle norme igieniche, i frequenti allagamenti per l’intasamento0 dei tombini, rendono la realtà del centro storico particolarmente inquietante. Frotte di bambini giocano chiassosamente tra mucchi di spazzatura, siringhe e topi di fogna senza che nessuno si occupi di loro. Questa situazione di degrado ha determinato costi immobiliari molto ridotti, conseguentemente i residenti appartengono agli strati meno abbienti della popolazione, formando una specie di getto. Pochissimi sono i genovesi; in continuo aumento gli extracomunitari ed i meridionali.

Numerosi fondi di palazzi danno asilo in pochi metri quadrati a decine di extracomunitari, costretti a vivere in condizioni igieniche e di promiscuità spaventose favorendo lo svilupparsi di malattie quali il tifo, l’epatite virale e il colera.

Secondo dati ufficiali il centro storico detiene il più elevato tasso di delinquenza, in particolar modo minorile e la massima concentrazione di soggetti colpiti da provvedimenti penali per gioco d’azzardo, spaccio di droga, contrabbando, sfruttamento della prostituzione e ricettazione. Frequenti retate sono effettuate dalle forze dell’ordine che stazionano nelle zone calde dei carruggi.

 

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